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Not just shadows

  • Nov. 2nd, 2007 at 9:34 PM
Rum Hunt

Il titolo del post e il sottotitolo di questo Journal sono più che altro un promemoria per me. Not just shadows, perché per un certo periodo tutte le vite di Terra del Crepuscolo hanno rischiato di rimanere soltanto questo. Ora il pericolo è passato, io mi sono arresa, e perciò è venuto il momento di ricominciare a pensare seriamente a questo romanzo che, malgrado sia in circolo da un paio di anni, alla fine non ha visto altro che buchi nell’acqua.

Adesso ricomincerò, e da zero. Anzi, l’ho già fatto, analizzando e schematizzando tutto quel che già sapevo su Terra del Crepuscolo, e anche quel che non sapevo. Perciò gli dedico un nuovo spazio, uno spazio solo suo, dove ci saranno sia le riflessioni sia le parti del romanzo che scriverò (non chiuderò Words&worlds), per sancire questo nuovo inizio (e per poter usufruire delle immagini personali, a cui sono totalmente assuefatta).

Terra del Crepuscolo è un romanzo fantasy, come sapete. Ci bazzicano un buon numero di entità particolari e non umane, e dei tre personaggi principali l’umano è soltanto uno, il protagonista assoluto, il caro vecchio bastardissimo Ruadhan. Mi piace che sia così. Intendo, amo la “normalità” del protagonista del mio romanzo fantasy. Non è uno di quei protagonisti normali che dopo due capitoli scoprono la loro natura segreta. Ruadhan, per quanto gli piacerebbe – lo so che ti piacerebbe, Ruadhan – non ha poteri paranormali, non è figlio di maghi, non è figlio di fravashe, non è un’evocazione e non ha antenati che si siano distinti in un qualsiasi modo o per una qualsiasi ragione. Attorno a lui vorticano personaggi interessanti, misteriosi, assurdi, magici… persino leggende del suo tempo, come lo stesso Seff (perché Seff è un personaggio mitico per Alvate, una leggenda divenuta realtà come può essere, che so io, un Jack lo Squartatore che non squarta a caso, ecco). Persino storici: pensate a Neven, un ribelle che vuole cambiare la società, una specie di Che Guevara che ci rimette le penne pur di seguire i propri ideali e renderli veri. Ma il protagonista è lui, un tizio cui non potrebbe fregare di meno dei fravashe e delle evocazioni, e che vorrebbe solamente avere un momento di tregua per poter vivere una vita che gli piaccia almeno un poco.

Ruadhan, comunque, è normale ma non ordinario. Ha i numeri, ne ha molti, e a volte dà anche i numeri, giusto per non sembrare proprio perfetto. La storia parla di lui perché è un uomo interessante, con una vita intensa e incasinatissima, che finisce col fare la differenza in questioni in cui non voleva nemmeno entrare. È una creatura indomita. Viene coinvolto nelle macchinazioni governative e ribelli del suo periodo storico, eppure per tutto il tempo, anche mentre presta le sue capacità per questa o quella causa, continua a lottare per una cosa sola, ovvero vivere un’esistenza che abbia un senso ai suoi occhi. Come dice lui, “Non si può vivere con il solo scopo di consumare ossigeno”. Cerca di costruire qualcosa, e in un certo senso mi fa venire in mente un bambino che cerchi di costruire un castello di sabbia dove le onde continuano a buttarlo giù. Ostinatamente, perché non ha altro posto dove tentare. È questo che mi piace molto di Ruadhan, che mi conquista: il suo rifiuto di arrendersi, sia esso agli eventi, alla vita, a gruppi di questa o dell’altra fazione.

Come ho detto una volta a Sam, in Terra del Crepuscolo non ci sono grandi storie d’amore. Lì l’amore sembra sempre essere inquinato da qualcosa, macchiato, incerto, troppo personale per essere qualcosa di assoluto. In compenso, però, l’amicizia è uno dei temi principali. Ci sono persone completamente diverse, come Ahmed e Ruadhan, che dal detestarsi arrivano ad essere come due fratelli, leali l’uno all’altro prima di qualsiasi altra cosa. Seff e Ruadhan, nella loro abissale diversità, arriveranno a riconoscere l’uno nell’altro delle caratteristiche del proprio modo di essere, scoprendo di essere più simili di quanto chiunque possa pensare. Sono spesso amicizie burrascose, perché nascono tra individui profondamente segnati, profondamente soli, ma una volta nati sono legami forti. Nessuna relazione rimane innocente, nemmeno quelle nate in tenera età come quella tra Ruadhan e Raeka, che si separeranno prima per cause di forza maggiore e poi per volontà propria, e che quando si ritrovano non saranno affatto in buoni rapporti: dovrà passarne, di acqua sotto i ponti.

In un certo senso, in questa storia gli elementi fantasy non toccano affatto il protagonista e quel che gli succede. Sono presentissimi, per via della società sgangherata, per via di Raeka e di Seff, e tramite il Poltergeist, ma Ruadhan in quanto Ruadhan non ne è toccato. Diviene più coinvolto una volta che incontra Seff, e ancor di più quando riprenderà i rapporti con Raeka e incomincerà a preoccuparsi per lei, ma in prima persona… beh, i suoi problemi sono decisamente altri. Se c’è una cosa che sono arrivata a capire, è che le “Grandi Ricerche” o “Grandi Missioni” tipiche dei fantasy a me non si addicono, né come lettrice né come scrittrice. Le dimensioni epiche non fanno per me, e in un certo senso mi stupisco che American Gods mi sia piaciuto tanto: ma questo probabilmente è da imputare all’arte di Gaiman, e al fatto che Shadow compie un percorso alla fine del quale diviene, finalmente, umano.

Per il resto, mi attengo alla misura d’uomo e mi ci sento a casa: non importa quanto grande il contorno, il motore della mia storia e del mio protagonista è a dimensione umana, una porzione singola. In un certo senso non è meno epica, come lotta, ma è comunque contenuta. Ruadhan lotta per sé stesso, e anche Seff lo fa, così come Raeka. Secondo un certo punto di vista, anche Neven e Sheng. Il primo ha semplicemente una “coscienza” eccessivamente estesa. È un sognatore, un idealista, uno che ama agire e mettere in moto cose grandiose, sia nell’animo di chi viene in contatto con lui sia nel mondo in cui vive. Semplicemente, se c’è qualcosa che non è come vuole lui allora deve, deve metterci mano e cambiarla. Sheng, d’altra parte, vuole dimostrare a sé stesso di poter raggiungere qualcosa di grande lavorando con le proprie forze, senza partire da un punto privilegiato, quale ad esempio la sua famiglia. Tornerà da suo padre solo quando avrà raggiunto il proprio scopo, e potrà dirsi in pace con sé stesso. Che nel frattempo abbia partecipato ad eventi che cambiano la società, e che abbia preso scelte di un certo peso in quanto uno dei maggiori esecutivi del Poltergeist è soltanto una specie di effetto collaterale.

Tutto questo, per dire cosa? Non saprei, esattamente. Se non volete prenderlo come un delirio, consideratela una specie di “nuova presentazione” di Terra del Crepuscolo.

Alla prossima!

Comments

( 7 comments — Say something? )
[info]yamisanada wrote:
Nov. 2nd, 2007 09:31 pm (UTC)
Evviva i nuovi inizi!
Mi unisco al tuo amore per la "normalità" di Red... e per tutto il resto di lui ^^
[info]red_twilight wrote:
Nov. 2nd, 2007 10:05 pm (UTC)
Heh. Ce n'è bisogno (di nuovi inizi). Nuovo ambiente, nuovo impeto. Devo assolutamente andare avanti con questo romanzo o diventerò completamente pazza!

(Love Red)
[info]yamisanada wrote:
Nov. 2nd, 2007 10:29 pm (UTC)
A chi lo dici! Vale tanto per i nuovi inizi quanto per il nuovo impeto quanto, soprattutto, per il diventare completamente pazze. Cosa ci stanno facendo quei due (Him e Red) e tutta la carrettata di amici più o meno disgraziati che si portano dietro? Ganbare! Dobbiamo riuscire a metterli sotto! è_é


[OT]Due domande. La prima: perché il tuo post è giustificato? Io non ci riesco '_' La seconda: questo post è visibile solo agli amici o no? Nel secondo caso, se Cris o Francesca passassero di qui, non avendo un account LJ non potrebbero commentare [/OT]
[info]red_twilight wrote:
Nov. 3rd, 2007 09:51 am (UTC)
Già... anche se ieri sera mi sono messa a ritentare il prologo e nisba. ç_ç Non capisco più niente, è ufficiale. Ma la domanda che mi assilla è:perchè non riesco, semplicemente, ad andare avanti e basta?! Porco cane e santo Hot-dog!

[OT] Siccome odio i post non giustificati, l'ho incollato in word, giustificato e schiaffato qui. sembra conservare l'impostazione. Forse funziona anche smanettando sull'HTML, ma non ho provato. Seconda: è aperto a tutti, tanto è solo un deliriio ^_^ [/OT]
[info]yamisanada wrote:
Nov. 3rd, 2007 10:06 am (UTC)
Anche io non ho concluso niente, alla fine. E anche io mi chiedo perché non riesco ad andare avanti ç__ç.
Ehehe... eleva un chiosco in onore di Hot-dog, fagli offerte di wurstel e ketchup, salvalo da Red e magari vedrai che esaudisce le tue preghiere.

[OT] Sì, smanettando con l'html si può giustificare; non ci vuole niente, per fortuna. Anche io odio i testi non giustificati. Da anonimi non si può commentare qui su TdC [/OT]
[info]red_twilight wrote:
Nov. 3rd, 2007 10:19 am (UTC)
Chiedo scusa, colpa mia, non avevo sistemato le impostazioni dei commenti... adesso si dovrebbe potere. ^^ sorry
[info]yamisanada wrote:
Nov. 3rd, 2007 05:54 pm (UTC)
Anche io avevo dimenticato di modificare le impostazioni ^^
Siccome Cris non riusciva a commentare il primo post che ho scritto quando ho aperto BT, me lo ha fatto notare.
Adesso che hai TdC LJ chiuderai DE Splinder?
( 7 comments — Say something? )